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Autotrasportatori Ue: la direttiva divide ancora

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Autotrasportatori Ue: la direttiva divide ancora

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Anche gli autotrasportatori autonomi dovranno lavorare un massimo di 48 ore settimanali.

Sulla scia delle proteste di sindacati di categoria, questa è la direzione indicata anche dalla commissione trasporti del parlamento europeo.

Che ha respinto oggi gli emendamenti alla direttiva autotrasporto della Commissione.

Ecco l’analisi di un autotrasportatore:

“Il lavoratore autonomo fa lo stesso lavoro di un dipendente, fattura le spese alla società di autotrasporto con la differenza però che può lavorare fino a 86 ore a settimana, che può essere un pericolo e che fa una concorrenza sleale nei confronti dei colleghi dipendenti”.

Il timore dei più è proprio questo: che le aziende di trasporto costringano i dipendenti a mettersi in proprio così da poter aggirare la legge sul lavoro dipendente.

Lavorare di più, a volte molto di più ha ripercussioni sulla sicurezza stradale per
Stephen Hughes, eurodeputato socialista democratico

“È pericolosissimo. Quando si è in autostrada e si incrocia un tir non si deve avere il minimo dubbio sul fatto che il conducente sia un dipendente e quindi riposato o sia un autonomoche può lavorare fino a 84, 86 ore alla settimana.
È maledettamente pericoloso”.

La relatrice del rapporto ritiene infondato il timore che la settimana possa arrivare a contare fino a 86 ore lavorative. E aggiunge:

Edit Bauer, eurodeputata slovacca del parito popolare:

“L’obiettivo principale della direttiva è proteggere i camionisti dipendenti, mentre sono fermamente convinta che i lavoratori autonomi non debbano essere protetti da se stessi”.

La direttiva e gli emendamenti dovrebbero essere votati a Strasburgo in plenaria il prossimo 16 giugno.