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Sì politico a un organismo diplomatico europeo

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Sì politico a un organismo diplomatico europeo

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27 stati membri dell’Unione europea, 27 diplomazie.

Oggi.

Un unico servizio diplomatico europeo, quanto prima.
Il ministro degli affari esteri dell’Unione, Cathrine Ashton, ha ottenuto l’accordo politico dei 27 ministri degli Esteri al futuro servizio diplomatico destinato a portare nel mondo la voce dell’Europa.

Si tratta di una prima tappa, i negoziati proseguono al parlamento europeo e alla commissione.

“L’Europa ha bisogno di un servizio d’azione esterna che ci aiuterà a costruire una distinta risposta europea in questo 21 secolo.
Il servizio vedrà insieme tutte le istituzioni europee, con voce sola affronteremo e risponderemo ai problemi del mondo promuovendo politiche trasparenti”.

Il progetto, che affonda le sue basi nel trattato di Lisbona è oggetto di numerosi dibattiti che riguardano la sua struttura.
Sarà composto da diverse migliaia di diplomatici, provenienti da stati membri, Commissione e Consiglio dell’Unione europea.

La Ashton punta a una direzione collegiale, un triumvirato per la precisione con un direttore politico e un direttore operativo.

I primi nomi per gli alti incarichi circolano di già.

Sulla struttura del servizio, il parlamento dà un parere consultivo.
I capigruppo delle tre grandi famiglie politiche europee hanno già detto di non accettare in ogni caso un progetto che sancisca il ritorno a un potere di tipo intergovernativo.