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L'Austria al centro della guerra del gas

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L'Austria al centro della guerra del gas

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E’ nella veste dell’uomo d’affari che il primo ministro russo è andato a Vienna sabato.

Ottenendo l’impegno dell’Austria nel progetto South Stream, Vladimir Putin ha segnato un punto importante nella partita tra Europa e Russia per il mercato europeo del gas.

Il gruppo energetico austriaco OMV cooperererà con l’italiano ENI, il russo Gazprom e presto il francese Edf: il gasdotto South Stream – che proviene dalla frontiera austro ungherese – potrà dunque sboccare qui, a Baumgarten, dove si trovano le riserve e il centro di smistamento del Gas Hub dell’Europa Centrale. E’ esattamente lo stesso terminal previsto per Nabucco, il rivale di South Stream. Omv partecipa ad entrambi i progetti.

Per garantirsi la sua fetta di mercato europeo, la Russia ha lanciato due gasdotti che aggirano i paesi dell’Est: il North Stream, che si collega direttamente alla Germania e il South Stream che rivaleggia con Nabucco, visto che entrambi trasportano il gas del Mar Caspio.

South Stream porterà 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno, il costo di costruzione è stimato a 10 miliardi di euro. Dovrebbe entrare in funzione nel 2015.

Nabucco trasporterà invece 31 miliardi di metri cubi di gas all’anno, costerà 7,9 miliardi di euro costruirlo, e dovrebbe essere pronto nel 2014.

Con la costruzione di Nabucco – cui la Russia non partecipa – l’Unione europea sostenuta dagli Stati Uniti, mira a diversificare i suoi fornitori gas e ridurre la sua dipendenza da Mosca.

Ma il progetto ha una grave debolezza, che Putin non ha mancato di sottolineare: Nabucco non ha ancora firmato alcun contratto con un fornitore di gas.