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Cernobyl, 24 anni dopo è ancora fonte di pericolo radioattivo

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Cernobyl, 24 anni dopo è ancora fonte di pericolo radioattivo

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Sono passati 24 anni da quel 26 aprile del 1986, quando a Chernobyl, in Ucraina, esplose un reattore della centrale nucleare.

Il tempo trascorso non ha reso la zona meno radioattiva. In tutta la regione si registrano soglie ben superiori a quella di rischio.

La catastrofe fece, secondo una indagine dell’Onu almeno 4000 vittime, ma studi ufficiali del governo di Kiev parlano di 25.000 morti, contando i tecnici intervenuti nell’immediatezza e in seguito deceduti.

L’incidente, considerato il più grave nella storia del nucleare, provocò la contaminazione di vaste aree in Ucraina, Bielorussia e Russia, mentre una gigantesca nube tossica arrivò a coprire molti paesi europei.

Oggi, quasi un quarto di secolo dopo la tragedia, nuovi lavori sono necessari per tentare di mettere in sicurezza il reattore spezzato. Proprio in questi giorni cominciano i lavori per la posa di un enorme sarcofago, che dovrebbe almeno rallentare il flusso di radiazioni. Ma restano numerose le questioni ancora non risolte, a cominciare dalla rimozione del vecchio mantello protettivo.

Per ricordare la lezione di Cernobyl, in una Europa che pare pronta a ritornare a costruire centrali atomiche, molte le manifestazioni degli ecologisti. In Germania oltre 100.000 persone hanno dato vita a una catena umana.