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Mitchell in Israele e Cisgiordania

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Mitchell in Israele e Cisgiordania

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George Mitchell ci riprova. L’emissario statunitense per il medioriente ha incontrato responsabili israeliani e palestinesi. Malgrado le attuali difficoltà di dialogo con lo stato ebraico Washington vuole stringere i tempi per il riavvio di negoziati indiretti fra le controparti. Dal Presidente israeliano Shimon Peres Mitchell ha ricevuto rassicurazioni:

“Uno stato palestinese è necessario per ragioni morali, perché non intendiamo un’altra nazione – ha detto Peres – ma anche per pragmatismo: il conflitto non deve consumare il nostro futuro e non c‘è altra soluzione”.

Sul tappeto, secondo la stampa israeliana, ci sarebbe il sì ad uno stato palestinese, ma con confini provvisori e accantonando per il momento la questione di Gerusalemme.

Mahmud Abbas, presidente dell’Autorità nazionale palestinese, non ha fatto commenti dopo l’incontro con Mitchell, che era latore di un messaggio di Obama:

“Per la risoluzione del conflitto – ha dichiarato Mitchell – Gli Stati Uniti si sono impegnati a creare le condizioni per una pace giusta, duratura e totale in Medioriente. Ciò prevede l’esistenza di due stati: Israele e la Palestina”.

Al di là degli ostentati buoni propositi, il negoziato indiretto fra le due parti è fermo da oltre un anno e uno dei principali ostacoli è la decisione israeliana di riprendere a costruire case per i coloni a Gerusalemme est. Ancor prima dell’arrivo di Mitchell, il Premier israeliano Netanyahu aveva messo in chiaro che nulla potrà frenare le gru.