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Il Belgio in crisi tenta la mediazione

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Il Belgio in crisi tenta la mediazione

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In missione per conto del Re: vice primo ministro, titolare delle finanze e presidente dei liberali francofoni, Didier Reynders è l’uomo a cui Alberto II del Belgio ha affidato le sue  speranze per salvare il paese dall’incertezza politica.

A lui il compito di ricucire lo strappo con i liberali fiamminghi, che giovedì hanno lasciato la maggioranza, inducendo il premier Yves Leterme alle dimissioni. Pomo della discordia, i diritti dei francofoni nel distretto di Bruxelles-Halle Villevoorde: una questione, percepita soprattutto dai giovani come lontana e irrilevante.
“E’ davvero un gran caos – commenta uno studente -. Ma la vita politica belga non mi interessa affatto”. “Credo sia più che altro un problema dei politici – dice un’altra giovane cittadina -. Alimentano il dibattito, per non affrontare altre questioni come la crisi”.

Una proposta per evitare le elezioni anticipate arriva intanto dagli stessi liberali fiamminghi. Che dopo aver aver messo sotto scacco il governo, e sollevato i propri argomenti, aprono ora uno spiraglio al compromesso politico.