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Unità o secessione? Il Belgio in crisi si interroga

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Unità o secessione? Il Belgio in crisi si interroga

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Difendere l’unità del paese o imboccare la via della confederazione? Travolto il governo di Yves Leterme, la difficile convivenza tra fiamminghi e valloni, costringe ora il Belgio a interrogarsi sul proprio assetto istituzionale. Un tabù portato prepotentemente alla ribalta dal ritiro dei liberali fiamminghi dalla coalizione di maggioranza, che ha ieri precipitato il paese nell’incertezza politica.
“L’Open VLD non ha lasciato margini di manovra al governo – commenta il Ministro delle finanze Didier Reynders -. Una scelta che a dire il vero non comprendo: ora rischiamo di trovarci in una situazione davvero difficile”.

Una prova di forza con cui i fiamminghi neerlandofoni hanno voluto fare pressioni sul parlamento, in merito allo statuto di Bruxelles-Hal-Vilvoorde: distretto in cui in nome di identità culturale e territoriale invocano il bando del doppio regime linguistico di cui beneficiano anche le componenti francofone.
Spinte centrifughe che gli ultranazionalisti fiamminghi del Belang hanno ribadito indossando spillette inneggianti alla secessione e intonando in parlamento il proprio inno indipendentista.