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Pedofilia, dalla politica del silenzio alle scuse ufficiali del Papa

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Pedofilia, dalla politica del silenzio alle scuse ufficiali del Papa

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Se i casi di pedofilia nella Chiesa cattolica non sono una novità, da qualche mese lo scandalo è cresciuto a livelli senza precedenti, costringendo la Santa Sede a reagire. A febbraio, dopo che il rapporto Murphy ha alzato il velo su 14500 casi di abusi su minori in Irlanda, il papa ha incontrato i vescovi del paese.

È in quest’occasione che Benedetto XVI ha scritto una lettera ai cattolici irlandesi in cui condannava fermamente gli atti di pedofilia.

“Porgo a ciascuno dei sopravvissuti le mie scuse, esprimo il mio dolore e la mia vergogna per quel che è successo”. È stata questa la reazione unanime della chiesa alla Lettera pastorale: dall’Irlanda alla Germania, passando per l’Austria o i Paesi Bassi, le autorità religiose hanno fatto a gara a chiedere scusa alle vittime.

Il sito internet del Vaticano ha anche aperto una sezione speciale intitolata “Abuso sui minori: la risposta della chiesa”, che include le procedure da seguire in caso di abusi, e un’incitazione alle vittime a parlare e denunciare. Una vera rivoluzione per la Chiesa.

Marco Politi, biografo del Papa:

“La Congregazione per la dottrina della fede naturalmente ha sempre lavorato in gran segreto. E ora, è in una fase di transizione. Deve anche imparare a dare risposte rapide, e a essere il più possibile trasparente nelle sue politiche”.

Perché oltre al dramma vissuto, le vittime hanno dovuto subire anche questa legge del silenzio, quest’abitudine a lavare i panni sporchi in casa. Quasi sempre, la gerarchia sapeva, fino ai livelli più alti. È quanto almeno denunciano le vittime e i loro avvocati.

Jeff Anderson, avvocato:

“È dimostrato in maniera documentata e probatoria che tutte le strade, e la responsabilità ultima dello scandalo e degli insabbiamenti, portano a Roma”.

Ma la pratica del silenzio è finita. Una pratica che nasce, spiegano gli esperti, non tanto dalla volontà di mettere a tacere gli scandali, quanto dalla cultura del perdono e della confessione. Una volta, la Chiesa pensava di poter risolvere i suoi problemi nel segreto del confessionale. Oggi, di fronte alla vastità dello scandalo, tacere è diventato impossibile.