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Miliband: no alla coalizione

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Miliband: no alla coalizione

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Le elezioni politiche in Gran Bretagna sono previste per il prossimo sei maggio. Le previsioni sono impossibili dopo la rimonta del Labour Party sui conservatori dati per vincitori alla grande solo qualche mese fa. Senza dimenticare il ruolo di Nick Clegg, leader dei Liber Democratic. In un’intervista il ministro degli Esteri David Milibad fa il punto della situazione.

EuroNews

Mr. Miliband come reagisce il suo partito di fronte ai sondaggi negativi? Quale è la strategia?

David Miliband

Il nostro progetto è e rimane lo stesso fin dagli inizi, il che significa dare un’immagine positiva della Gran Bretagna basata su due priorità: prima di tutto garantire la ripresa, rafforzando un’economia fragile, vanno in questo senso le decisioni che abbiamo preso negli ultimi due anni. La seconda priorità consiste nel rinnovamento del paese, basato su investimenti nei servizi pubblici e sulle riforme il cui obiettivo è di far diminuire il tasso di criminaità e far si che la Gran Bretagna abbia un peso sullo scenario internazionale. Un’offerta dunque a due faccie: una di carattere economico, volta a sostenere la ripresa, l’altra tesa al rinnovamento della nazione. E’ questo il cuore della strategia laborista, la sola che il partita possa seguire.

E.
Anche se i sondaggi non sono favorevoli?

D.M.
Credo che solo i voti abbiano importanza il giorno delle elezioni. La campagna é solo agli inizi, ma credo che il Labor si attiene alla propria strategia. Siamo chiari sugli obiettivi che vogliamo raggiungere nel nostro paese e penso che questa sia una caratteristica che ci distingue dagli altri partiti.

E.
Ma sulla ripresa, ad esempio, é stato detto che la recessione é stata peggiore perché Gordon Brown aveva ampliato la spesa pubblica prima del 2007.

D.M.
No, a dire il vero non è stato mai detto. Cio’ che conta ed é molto importante, é il fatto che il primo ministro abbia sfidato i luoghi comuni e abbia preso le giuste decisioni nel periodo compreso tra settembre e ottobre del 2008.
Senza queste decisioni abbiamo corso il rischio di andare ad un bancomat e non potere ritirare niente.

E.
Ma il forte debito prima del 2007 non ha forse fatto altro che allungare la recessione?

D.M.
No perché il debito non era cosi forte. L’importante é mettersi d’accordo sui termini. La Gran Bretagna è un paese con un debito tra i piu’ bassi nel G7, piu’ basso della media, piu’ basso rispetto a numerosi stati europei, e il governo ha ridotto il debito in un primo tempo. Certo poi negli ultimi due anni il debito è esploso per tutta una serie di circostanze e oggi il debito britannico è minore rispetto a quello francese o tedesco o americano.

E.
Perché molta gente pensa che dopo 13 anni al potere è venuto il momento di voltare pagina perché non avete raggiunto gli obiettivi che vi eravate fissati in campo economico, sociale?

D.M.
La Gran Bretagna è un paese molto ricco di quanto lo era nel 1997, i nostri servizi pubblici sono migliori, la criminalità è in calo e siamo un paese forte sulla scacchiera internazionale. Siamo orgogliosi dei cambiamenti, ma non siamo soddisfatti. Perchè la gente guarda il nostro programma e si chiede come possiamo fare meglio nel futuro sia a livello di una migliore offerta di servizi pubblici sia per la costruzione di una società piu’ giusta.

E.
Il Labour è un partito diviso al suo interno, il ruolo di Gordon Brown é contestato. Come credere che il partito é sulla via di guarigione e che unito possa essere in grado di guidare il paese?

DM
Da due o tre generazioni l’attuale partito è il meno diviso dal punto di vista ideologico. E’ un partito unito dietro il suo leader . Credo che il messaggio inviato é molto molto chiaro, abbiamo la forza e i valori necessari per prendere le decisioni necessarie per il paese, ma anche un’idea per una società piu’ giusta.

E.
Si ma la gente ha bisogno di un cambiamento. Come rispondete ?

D.M.
Cambiare cosa? Bisogna cambiare per migliorare la situazione, non per tornare indietro. E’ molto importante dire che le elezioni non sonoper o contro un cambiamento, cio che conta è il tipo di cambiamento. Volete davvero correre il rischio di tornare alla politica economica fallimentare dei conservatori negli anni Ottanta, con servizi pubblici scadenti? No, non credo proprio che i britannici lo desiderano. Chiedono un cambiamento per migliorare : è questo il motivo principali degli investimenti in differenti settori dell’economia.

E.
La leadership di Gordan Brown é messa in discussione all’interno stesso del partito. Come é possibile?

D.M.
E’ una situazione inaccettaabile. Il primo ministro ha guidato il paese in maniera molto forte durante gli ultimi tre anni, ha dimostrato cosa significhi avere dei valori in molte difficili occasioni dimostrando di avere ragione sul molte questioni.

E.
Si ma non sono mancati i piani per sostituirlo…

D.M.
Mi dispiace ma non lo accetto. Abbiamo un progetto molto chiaro e una leadership altrettanto chiara.

E.
E cosa dire allora sui sondaggi di popolarità? Sono in ribasso rispetto agli altri due partiti nei mesi scorsi. Forse sarebbero migliori se Gordon Brown fosse stato sostituito addirittura un anno fa?

D.M.

E’ una posizione inaccettabile. Le elezioni riguardano il futuro di una nazione. Il Labour é chiarissimo sia sulla guida sia sul programma: gli elettori hanno una scelta molto chiara.

E.
Ma ad esempio certe proposte di riforma come quella della legge elettorale la gente si chiede perche non le avete fatte durante i 13 anni in cui eravate al potere?

D.M.
Abbiamo fatto non poche riforme. Ma un anno prima delle elezioni abbiamo stabilito un programma per il prossimo parlamento.

E.
Ma non bastano.

D.M.
Credo che l’importante sia andare avanti. Per questo ripeto siamo orgogliosi, ma non soddisfatti: le riforme devono proseguire. Bisogna andare alle radici del problema. Come è possibile che 92 Lord siano ereditari alla Camera dei Lords?

E.
Perché non lo avete cambiata dieci anni fa?

D.M.
Perché alla Camera dei Loro i conservatori bloccano. All’epoca avevamo in progetto la riforma delle due assemblee parlamentari, ma non è stato possibile a causa del voto contrario dei conservatori. E’ charo che la camera dei Lords deve essere eletta a suffraggio diretto e deve essere molto piu’ ridotta rispetto a quella attuale.

E.
Lo scandalo delle note spese. La perdita di prestigio per i politici è enorme. Non se ne è reso conto il Labour durante gli ultimi tempi?

D.M.
Una situazione che tocca da vicino tutti i partiti. In fondo non é il governo che detta le regole per il parlamento, é il parlamento stesso che si autogestisce. E’ vero che la perdita di prestigio é grande: il solo modo per recuperarla è di parlare con ogni singolo elettore per convincerlo sulle sfide del nostro paese.

E.
E cosa c‘è di vero nella storia con i liberal democratici? C‘è non poca confusione per gli elettori da un lato Gordon Brown che dice sono d’accordo con loro, ma poi li critica..

D.M.
Noi facciamo campagna sul nostro programma.
Abbiamo delle differenze dagli altri partiti. La verità che dalle urne uscirà vincitore o un governo Labour o un governo conservatore e per questo motivo che la scelta popolare é tra noi e i conservatori.

E.
Ma il Labour potrebbe avere bisogno dei liberal democratici dopo le elezioni?

D.M.
Il nostro obiettivo é di conservare la maggioranza dei seggi. Sarebbe fuorviante per gli elettori parlare adesso di quello che succede dopo le elezioni

E.
Ma alcuni gesti verso i liberaldemocratici sono a rischio per il Labour perché significano che creano confusione a tutto vantaggio dei conservatori.

D.M.
Non abbiaomo mai compiuto gesti a rischio. Abbiamo un programma e lo manteniamo. Abbiamo spiegato le nostre decisioni e le manteniamo.

E.
Siete disposti a collaborare con il Liberal Democratici in caso di coalizione dopo le elezioni?

D.M
Puntiamo alla maggioranza assoluta.

E.
Ma se non ci sarà?

D.M.
In un momento in cui aumenta lo scetticismo verso le istituzioni la gente non sopporta piu i giochi di potere e le ipotesi di coalizioni prima del voto. Pensiamo piuttosto a come voterà la gente.

E.
Ma non ci pensa mai alla coalizione?

D.M.
No, penso piutotso alle misure per incrementare la crescita economica, come migliorare il sistema educativo o quello sanitario e come ministro degli Esteri come migliorare il ruolo del mio paese nel mondo intero.