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Gli incubi delle vittime di abusi sessuali

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Gli incubi delle vittime di abusi sessuali

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L’istituto Antonio Provolo, a Verona, avrebbe dovuto essere la loro struttura di sostegno: è diventato un incubo. Alcuni ex studenti ospiti del convitto per adolescenti con problemi di sordità hanno denunciato per abusi sessuali 24 insegnanti, tutti religiosi.
“Gli abusi sono iniziati quando avevo 11 anni, nel dormitorio, nei bagni, eravamo spesso sodomizzati nei bagni. Per 4 anni. Un prete mi diceva: Non devi parlare”.
“Voglio che quei sacerdoti siano mandati via, chiedo solo giustizia”.
Impunità e il tentativo di mettere tutto a tacere: sono le due accuse che vengono mosse alla Chiesa cattolica tutte le volte che scoppia un nuovo scandalo sessuale. Anche le scuole destinate alle élite non si sottraggono alla regola. In Germania, a Berlino e ad Amburgo, le gerarchie degli istituti gestiti dai gesuiti hanno lasciato cadere nel vuoto una lettera scritta dagli allievi già nel 1981.
“E’ davvero terribile. La mamma di una delle vittime degli abusi mi ha detto al telefono che suo figlio, che ora ha circa 40 anni, ha seri problemi psichiatrici. Ho parlato direttamente con la vittima. Mi vergogno per la scuola. E’ terribile”.
Gli scandali si sommano pericolosamente, arrivando a sfiorare la responsabilità di Papa Benedetto XVI, che prima di assurgere al soglio pontificio fu a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel 1985 l’allora cardinale Ratzinger sconsiglia, in una lettera, l’espulsione di un prete pedofilo recidivo di Oakland, “per il bene della Chiesa”.

“Tutto si è mosso molto lentamente. Credo che quando è iniziato il tutto il cardinal Ratzinger non avesse ancora assunto le funzioni. E quando è arrivato ha seguito la stessa prassi di Papa Giovanni Paolo II. In quell’epoca i sacerdoti non venivano messi fuori dalla Chiesa”.