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Lo scontro Berlusconi-Fini

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Lo scontro Berlusconi-Fini

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Mesi di incomprensioni, di accuse velate, poi la resa dei conti, teatrale, esplosiva. Un’alleanza lunga 17 anni si frantuma davanti agli occhi dell’intero partito, in diretta Tv. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini scelgono la Direzione del Pdl per rendere esplicita la loro distanza.

Il presidente della Camera dice di non voler fare una corrente finalizzata a ottenere quote di
potere, chiede piu’ democrazia dentro il partito e rifiuta l’etichetta di traditore.

Si congeda da Berlusconi con una tiepida stretta di mano. La replica del presidente del Consiglio è un attacco al cuore dell’ex amico.

‘‘Allora…Gianfranco parliamoci chiaro, sono venuto da te martedi’ e davanti a Gianni Letta mi hai detto, punto primo, ‘mi sono pentito di aver collaborato a fondare il Popolo della Liberta’; punto secondo, voglio fare un gruppo parlamentare diviso…’‘

Fini sembra sul punto di andarsene, sorride ironicamente, agita l’indice. Invece resta in sala, conferma che non uscirà dal Pdl e non abbandonerà la presidenza della Camera. Lancia la sfida a Berlusconi da dentro il partito.