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Brasilia: 50 anni di un Titanic dell'urbanistica

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Brasilia: 50 anni di un Titanic dell'urbanistica

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La banda suona, mentre la città affonda. Titanic dell’urbanistica sudamericana, Brasilia celebra con i suoi cinquant’anni il fallimento di un’utopia: quella di una futuristica cattedrale nel deserto, che prometteva di affermarsi come faro di progresso per tutto il paese. Da sogno dell’architettura a incubo di vivibilità, una parabola che non scalfisce però l’amore dei residenti: “Quando sono arrivata a Brasilia ero ancora bambina – racconta una di loro -. Adesso vivo qui, ho famiglia, sono già diventata nonna. Per me, quindi, Brasilia è meravigliosa”.

Sull’onda di ottimismo e boom economico, la città sorge in tempi record nel mezzo della foresta vergine. Migliaia gli operai che in 41 mesi realizzano il sogno dell’architetto Oscar Niemayer: una città a forma di aereo, a simboleggiare il decollo del Sudamerica.

Un gigante di modernità di cui lo stesso Niemeyer si trova oggi a criticare i piedi d’argilla: divario sociale, traffico ingestibile e una popolazione cinque volte superiore alle aspettative. Zavorre che hanno impedito l’auspicato decollo e stanno anzi trascinando Brasilia a fondo.