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Nuve vulcanica: corsa ai rimborsi

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Nuve vulcanica: corsa ai rimborsi

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Adesso che il peggio sembra finalmente alle spalle, è il momento di calcolare quanti milioni sono finiti in fumo. I passeggeri rimasti a terra a causa della nube vulcanica islandese corrono a chiedere i rimborsi.

Se il volo è stato annullato si ha diritto al rimborso del biglietto, delle tasse aeroportuali e delle spese per bus, treno e hotel. Ma se si è saltato un appuntamento o mancato un convegno, nessuno risarcisce la mancata presenza, perchè la nube è considerata un evento straordinario.

“I diritti dei viaggiatori non sono negoziabili – ammonisce una portavoce della Commissione europea – ci aspettiamo che le compagnie li rispettino e che le autorità nazionali facciano il loro lavoro per verificare che le leggi siano rispettate. A livello europeo effettuiamo un monitoraggio attento”.

Le compagnie non contestano i diritti dei viaggiatori ma invocano aiuti di Stato.

“Abbiamo calcolato che le compagnie abbiano perso 200 milioni di dollari al giorno. E’ una cifra per difetto perchè calcolata su un numero limitato di scali”.

Cifra che potrebbe salire fino a 1,26 miliardi di euro e che le compagnie aeree non hanno nessuna intenzione di sostenere da sole.