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Kirghizistan, Bakyev ribadisce: "Sono il presidente"

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Kirghizistan, Bakyev ribadisce: "Sono il presidente"

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“Solo la morte mi portà fermare”. Suona come una minaccia la dichiarazione di Bakyev, il presidente destituito del Kirghizistan. Dalla Bielorussia è intervenuto pubblicamente per ribadire la legittimità della sua presidenza. Il leader in esilio presso la sede della Comunità di Stati Indipendenti a Minsk si è appellato alla comunità internazionale:

Kurmanbek Bakiyev – presidente deposto – “Chiedo ai leader internazionali, affinché questo non costituisca un precedente, di non riconoscere l’autorità di questa banda di impostori. Insisto sulla necessità di un’unchiesta internazionale indipendente e sull’importanza di punire i responsabili della morte della gente”.

BakYev ha abbandonato la capitale del Kirghizistan dopo gli scontri del 7 aprile scorso tra i suoi oppositori e le forze dell’ordine. Nei disordini hanno perso la vita 85 persone. Successivamente si è trasferito in Kazakistan, fino all’esilio in Bielorussia.
Restano molto delicati gli equilibri internazionali: sia Russia che Stati Uniti hanno interessi nel paese e il convolgimento della Bielorussia potrebbe mettere in difficoltà le trattative di Mosca sugli aiuti economici concessi al governo provvisorio.