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Quarto giorno di paralisi nei cieli

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Quarto giorno di paralisi nei cieli

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Cieli e aeroporti deserti in Europa, in questa domenica che si annuncia come il quarto giorno di paralisi del traffico aereo, una situazione più grave di quella che si verificò dopo gli attentati dell’11 settembre. Migliaia di passeggeri non hanno ancora potuto raggiungere le loro destinazioni, mentre milioni di europei cercano di cambiare i loro programmi ricorrendo a trasporti alternativi.
I cieli sono off-limits su tutta l’Europa settentrionale e centrale fino al nord Italia. Da Roma in giù gli scali sono aperti, ma i disagi sono notevoli ed è consigliato di contattare sempre la propria compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
Su richiesta dell’Unione Europa, il vettore tedesco Lufthansa e quello olandese Klm hanno effettuato voli di prova e in tutti i casi non sono stati riscontrati danni agli aerei. I test continueranno nella giornata di oggi anche in Francia e Belgio, nella speranza di poter riaprire, se pur in forma parziale, il traffico almeno nelle zone dove la densità della nube è inferiore.
Ma dall’Islanda non giungono buone notizie: il vulcano del ghiacciaio Eyjafjallajokull continua a eruttare con intensità costante. Impossibile fare previsioni sull’evolversi della situazione. I meteorologi affermano che il vento continuerà a spingere le ceneri verso l’Europa occidentale almeno per altri 4 giorni.