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Caos nei cieli d'Europa, il calvario dei passeggeri

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Caos nei cieli d'Europa, il calvario dei passeggeri

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Le stesse scene da quattro giorni negli aeroporti europei. Pochi i passeggeri ma quelli che ci sono hanno delle odisee da raccontare.
Nello scalo parigino di Orly, trasformato in una sorta di dormitorio di fortuna. centinaia di migliaia di viaggiatori sono rimasti a piedi. Da Orly al Giappone, dove un aspirante passeggero si lamenta per la poca assistenza: “Abbiamo bisogno di sostegno e nessuno ci dà niente. Siamo delusi”.

Tutti aspettano la riapertura degli spazi aerei e sperano nelle previsioni del tempo per poter finalmente ripartire, ma i dipendenti del settore cominciano a temere la fine del conto alla rovescia. Commenta un venditore di Tunisair: “Domattina ci sarà un bel movimento, ma la gente ha capito, guardano la televisione, aspettano informazioni. Comunque sia, all’apertura del traffico aereo sarà il caos”.

Quando il mondo moderno si paralizza si tenta di correre ai ripari con ogni mezzo alternativo. Quando non c‘è posto su treni, navi, se il taxi è troppo caro e se l’autonoleggio dice tutto esaurito, si passa ai pullman. “Siamo esasperati. Avete visto la coda che abbiamo fatto per sapere poi che bisognerà aspettare una settimana per ritornare nel proprio paese”.

La sfortuna di alcuni fa la fortuna di altri. Se le compagnie aeree perdono 150 milioni di euro al giorno, per i trasporti alternativi è jackpot.