ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Eyjafjallajökull, anatomia di un'eruzione

Lettura in corso:

Eyjafjallajökull, anatomia di un'eruzione

Dimensioni di testo Aa Aa

Un fenomeno eruttivo relativamente potente dalle conseguenze estese ed imponenti. Il vulcano che si nasconde nelle profondità delle montagne islandesi, sotto il ghiacciaio dell’Eyjafjallajokull, ha le caratteristiche perfette per rendere impraticabili gli spazi aerei circostanti.

“Per i parametri della vulcanologia non è un’eruzione particolarmente grande” dice Peter Sammonds, geofisico dell’University College di Londra. “Non è troppo potente nemmeno per gli standard dell’Islanda. L’eruzione dell’Hekla nel 2000 fu peggio. Classificata al livello 3 rispetto a quella cui assistiamo che è al livello 1”.

Sono 4 le eruzioni conosciute di questo vulcano: la prima risale al VI secolo. L’ultima è durata 2 anni, dal 1821 al 1823.

“Quel che rende particolare questa eruzione” spiega ancora l’esperto “è che avviene sotto una cappa di ghiaccio. Così si produce una miscela di acqua, ghiaccio e detriti proiettata nell’atmosfera”.

Le conseguenze più dirette nelle zone immediatamente circostanti la montagna sono le inondazioni provocate dallo scioglimento dei ghiacci. Oltre alla ricaduta delle polveri trasformate in una sorta di fango. Che al momento fluttuano negli strati più alti della troposfera.