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Attese infinite e mancati rimborsi: voci dagli aeroporti in ginocchio

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Attese infinite e mancati rimborsi: voci dagli aeroporti in ginocchio

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Ricadute peggiori dell’11 settembre. Così dall’autorità per l’aviazione civile britannica, tracciano il bilancio sul caos voli negli aeroporti europei. Scali trasformati in dormitori, passeggeri che improvvisano artigianali stenditoi, in attesa di conoscere il proprio futuro.
Bevande, coperte e ai più fortunati anche una connessione ad internet, gli aiuti offerti in alcuni casi. Misure che da Parigi a Madrid sembrano però ben lontane dal placare l’insofferenza
“A dire il vero – dice un padre di famiglia francese – comincio a essere stufo. Non ne posso più. Vogliamo tornare a casa. Ci comunicassero finalmente se c‘è un volo”. “Ci è stato detto di venire comunque all’aeroporto – racconta una turista spagnola – . Abbiamo passato i controlli e una volta dentro non ci hanno fatti partire”. “Siamo arrivati da Johannesburg ieri mattina alle sei – la testimonianza di una cittadina sudafricana all’aeroporto parigino di Orly -. Stiamo provando a tornare a casa, ma il primo volo per Birmingham sarà lunedì. Siamo in sei, con tutta la famiglia, a questo punto cercheremo di trovare un treno”.

In molti hanno invece raccolto l’appello delle autorità a rinviare le partenze ed evitato di recarsi all’aeroporto. Risparmiate inutili e lunghe attese ai check-in, si interrogano però ora sulla possibilità di riottenere i soldi del biglietto.

“In quanto cittadini dell’Unione – la replica affidata Commissione Europea alla portavoce Helen Kerns -, il solo diritto che in questo caso non potrete invocare è quello ai rimborsi che vengono normalmente riconosciuti in più ordinarie circostanze di ritardi o cancellazioni”.
Immediate le ricadute sul traffico ferroviario. Mentre la Francia è anche alle prese uno sciopero della compagnia nazionale SNCF, per far fronte a migliaia di prenotazioni aggiuntive, Eurostar ha questa mattina assicurato tre treni speciali, per i collegamenti sotto la Manica. Subissate da un boom di richieste, le compagnie di autonoleggio sperimentano intanto una nuova formula: il car-sharing sulle lunghe distanze.