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Terremoto in Cina: si continua a scavare

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Terremoto in Cina: si continua a scavare

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Salvare chi è ancora sotto le macerie, dare un tetto o almeno una coperta a chi dorme all’aperto con una temperatura che sfiora zero gradi. Sono le due priorità delle autorità cinesi. Il terremoto che ha colpito la provincia di Qinghai, nel sud-ovest del Paese, ha provocato piu’ di 610 morti, oltre 10 mila feriti, centinaia di migliaia di senza tetto. Ogni vita salvata scatena scene di entusiasmo.

Le autorità di Pechino hanno inviato sul posto l’esercito: i soldati hanno raggiunto i volontari che da mercoledi’ scavano alla ricerca di superstiti.

In tutte le città semidistrutte dal sisma si sono formate squadre miste di lavoro formate da civili e da militari:

Sul posto si sono già recati il premier cinese Wen Jiabao e il governatore della regione mentre il presidente Hu Jintao ha deciso di lasciare anzitempo il vertice dei paesi emergenti in corso di svolgimento in Brasile per rientrare in patria.

A rendere difficili le operazioni di soccorso la particolare conformazione fisica dell’area, incastrata all’interno della catena himalayana. Alcune località sono inaccessibili e per chi presta soccorso c‘è anche il problema di adattarsi all’altitudine.