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Si aggrava il bilancio del terremoto in Cina

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Si aggrava il bilancio del terremoto in Cina

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Vie di comunicazione interrotte, ponti crollati, difficoltà per i soccorsi a raggiungere le zone del terremoto. Un bilancio arrivato ormai a 600 morti ma destinato a salire. Mentre il Vice primo ministro cinese visita le zone terremotate, il clima gelido e la mancanza di tende rendono ancora più critica la situazione nel Sud-Ovest del Paese, nella provincia dello Qinghai, al confine con il Tibet. Il sisma di ieri – magnitudo compresa tra i 6,9 e i 7,1 gradi Richter – ha fatto almeno 10.000 feriti. Indefinito il numero di persone ancora sotto le macerie.

E una minaccia incombente: una diga idroelettrica con crepe da sorvegliare che tiene impegnati gli operai per evitare il peggio.

I soccorsi convergono dai quattro angoli della Repubblica Popolare verso Xining, il capoluogo della provincia colpita dal sisma. 700 militari sono già da ieri in loco e oltre 5.000 soccorritori, medici compresi, sono stati mobilitati. Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha espresso la solidarietà di Washington e offerto aiuti a Pechino.