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Russia e Stati Uniti guardano al Kirghizistan

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Russia e Stati Uniti guardano al Kirghizistan

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In Kirghizistan Mosca e Washington viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: stabilizzare il paese per tutelare i rispettivi interessi.
Per la Russia il paese è un elemento chiave nella politica import-export di risorse energetiche. Il Cremlino ha annunciato aiuti per un valore equivalente a circa 37 milioni di euro.

Vladimir Putin, primo ministro russo: “Il governo provvisorio dice che le casse sono vuote, che la vecchia leadership ha rubato. Abbiamo sempre avuto un rapporto speciale con il popolo del Kirghizistan e senza dubbio sosterremo i nostri amici in un momento così difficile”.

Appoggio al governo provvisorio è stato garantito anche dagli Stati Uniti. Il Kirghizistan rappresenta un canale di approvvigionamento alle forze militari in Afghanistan. E sulla “questione Bakiev” il premier ad interim ha dichiarato che si sta lavorando per isolarlo. “Speriamo che capirà
che non c‘è futuro per lui – ha detto – avrebbe dovuto dimettersi e lasciare il paese”.

Continuano, intanto, le manifestazioni pro e contro il presidente, rovesciato dagli scontri del 7 aprile scorso a Bishkek, in cui sono morte 84 persone.
Bakiev si è rifugiato nella sua roccaforte a sud.