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Opere d'arte: sentenza della Corte di giustizia europea

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Opere d'arte: sentenza della Corte di giustizia europea

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Gli eredi di Salvador Dalì potrebbero percepire, per settant’anni dalla data della morte dell’artista, una percentuale su ogni sua opera che verrà venduta.

I giudici di Lussemburgo sono intervenuti in un contenzioso tra la Francia e la fondazione spagnola a lui dedicata, dando ragione a Parigi.

L’artista catalano, scomparso nel 1989, ha cinque eredi legittimi. Nel suo testamento aveva però nominato lo Stato spagnolo legatario universale dei suoi diritti di proprietà intellettuale, attualmente amministrati dalla Fundacion Gala-Salvator Dalì, nata nel 1983 per sua stessa iniziativa.

La fondazione spagnola contestava una legge francese che stabilisce che i diritti di successione non possono essere decisi tramite testamento, ma devono essere suddivisi come stabilisce la legge nazionale.

Per la corte di Giustizia europea la normativa francese è conforme al diritto europeo ma, nel caso dell’eredità di Dali, occorrerà stabilire se deve essere applicata la legge francese o quella spagnola, rinviando la decisione finale della querelle ai giudici nazionali.