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Ultimatum in Kirghizistan: "Bakiev si arrenda in giornata"

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Ultimatum in Kirghizistan: "Bakiev si arrenda in giornata"

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Si arrenda in giornata o per arrestarlo ricorreremo alla forza. All’ultimatum del governo provvisorio, Kourmanbek Bakiev risponde in Kirghizistan organizzando la resistenza.
Per il secondo giorno consecutivo, il presidente in fuga si è mostrato in pubblico, arringando la folla dalla sua roccaforte di Jalalabad. Per nulla intimorito dall’escalation dei toni, ha poi ribadito di rifiutare le dimissioni: “Io sono stato eletto dal popolo del Kirghizistan. Le iniziative del governo provvisorio sono invece del tutto arbitrarie. Considero illegittima ogni loro decisione”:
La sua posizione sembra però sempre più debole. Dalla capitale Bishkek, il ministro ad interim per la sicurezza annuncia di avergli revocato l’immunità. “Un’inchiesta è stata aperta a carico dell’ex presidente – ha fatto sapere Azimbek Beknazarov -. Se non si consegna in giornata, i nostri servizi speciali lanceranno un’operazione per arrestarlo”.
A sconsigliare il blitz sono finora state anche i tesi rapporti fra il nord e il sud del paese, in cui ha trovato riparo Bakiev.
Tensioni, che dopo le violenze degli scorsi giorni nella capitale, rischierebbero di esplodere anche in altre regioni. Una minaccia che Bishkek vuole ora ad ogni costo evitare, soprattutto per accreditarsi sulla scena internazionale.