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Regno Unito, Liberaldemocratici ago della bilancia

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Regno Unito, Liberaldemocratici ago della bilancia

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In Gran Bretagna si vota per le politiche il sei maggio. I liberaldemocratici, terzo partito del paese, rischiano di diventare l’ago della bilancia nel governo nazionale. Per avere la maggioranza sia i conservatori che i labouristi potrebbero dover rivolgersi a loro. Euronews ha incontrato Edward Davey parlamentare liberaldemocratico e ministro degli Esteri ombra.

- Siete stati definiti i “Kingmakers” di queste elezioni, e cioè i veri detentori del potere nella formazione del nuovo governo. Cosa significa questo per voi?

“Come ha detto Nick Clegg, leader dei liberaldemocratici chi decide veramente è il popolo. E’ un’ elezione e in democrazia i politici hanno il dovere di rispettare le decisioni del popolo. Non sono i liberaldemocratici a stabilire come sarà composto il prossimo governo. Noi possiamo essere una voce che sarà più forte quanto più saranno numerosi i nostri parlametari. E se ci fosse un chiaro mandato per un partito in termini di seggi e voti, noi rispetteremo la volontà dei britannici”.

- Vi sentite più vicini ai Conservatori o al labour ?

“Come ho già detto è il popolo che decide. Quindi se il mandato per un partito è chiaro anche noi riconosceremo quel partito come interlocutore. Non necessariamente aprendo negoziati e formando una coalizione, ma è chiaro che farà da interlocutore nella formazione del nuovo governo”

- E come farete a superare le divisioni sulle questioni non negoziabili che avete posto alla base della vostra politica, nei confronti dei vostri elettori?

“Probabilmente non ci sarà nemmeno bisogno di negoziare perché il partito vincente non vorrà farlo e quindi si potrebbe optare per un governo di minoranza come avviene in molti paesi del mondo. Con un esecutivo che non ha la maggioranza in Parlamento. Ma se chi vincerà si rivolgerà a noi, se ci chiederà di votare qualsiasi atto, noi faremo in modo di chiarire il mandato che abbiamo ricevuto in qualità di liberal democtratici”

-Alcuni, compresi i vostri elettori, vi chiedono più trasparenza nella scelta su chi preferite come possibile partner di governo.

“Noi siamo trasparenti sia sulla nostra scelta sia sulle priorità politiche. Saranno gli elettori a decidere quale sarà il partito più rappresentativo e spero sarà quello liberaldemocratico. Ma nel caso in cui non succedesse dovremo lavorare in parlamento con i partiti che hanno più rappresentatività”.

-Secondo alcuni è improponibile vedervi al governo con i partiti che avete combattuto per anni.

“Certo non sarà facile, nel senso che ci sono grosse differenze tra Liberal democratici e i conservatori e tra Liberal democratici e Laburisti. Infatti crediamo che questi due partiti abbiano piu’ cose in comune tra loro che con noi. Quindi sarà comunque difficile fare ogni sorta di negoziato per un governo di coalizione…”

-E Gordon Brown per esempio. Secondo alcuni i Liberaldemocratici osteggiano la sua conferma a primo ministro.

“Beh non credo che il dibattito sia sulla persona quanto su cosa sia meglio per il paese. Come dicevo prima, se gli elettori esprimono una chiara preferenza per un partito allora noi rispetteremo questa volontà. Se scelgono per l’equilibrio in parlamento dobbiamo lavorare per realizzarlo. I politici devono saper collaborare. è uno dei nostri punti forti in fatto di riforme, per questo siamo per il principio “una testa un voto” siamo per il sistema proporzionale come avviene in molti paesi, è così che le forze politiche lavorano insieme, cercando di mettere da parte le differenze….”.

-Quindi potreste lavorare con Gordon Brown?

“Possiamo lavorare con chiunque ci chiedano di farlo i britannici. È il nostro compito. Sappiamo quale sia la situazione economica, la crisi si sente. Ma c‘è anche una crisi politica. Il parlamento non è mai stato tanto debole dopo lo scandalo dei rimborsi ai parlamentari, dopo il fallimento della riforma sul sistema di finanziamento ai partiti e così via…”

-Sembra ci sia qualche divisione nelle vostre file. Il leader Liberal democratico Nick Clegg critica Gordon Brown, altri esponenti liberaldemocratici di primo piano affermano pubblicamente di sostenerlo. Lei sarebbe preparato a lavorare al fianco di Gordon Brown?

“No, non credo affatto ci sia alcuna divisione nel nostro partito. Le critiche di Nick a Gordon Brown sono giuste, e non c‘è dubbio che in alcuni ambiti abbia fallito come primo ministro di questo paese. Abbiamo visto…”

- Nick Clegg non ha affermato che nel caso di un governo di coalizione Gordon Brown dovrebbe lasciare il posto, non chiede questo?

“Nessuno chiede questo. Chris Hune, il nostro portavoce agli Affari interni, è stato citato in modo errato. Stava parlando di ciò che accadde nel 1940 quando in tempo di guerra ci fu bisogno di formare una coalizione e dunque deciderne il leader. Qualcuno ha associato questo discorso a ciò che sta accadendo nel 2010. Le elezioni sono sempre più vicine e in un clima di campagna elettorale ogni parola rischia di essere travisata. Penso che i liberaldemocratici siano chiari. Non siamo entusiasti di Gordon Brown e del governo labourista ma non ci fidiamo nemmeno dei Tories”

- Chi preferite tra David Cameron per esempio e William Hague, che avete criticato in passato ?

“Se le urne eleggeranno i Tories primo partito, con una chiara vittoria e un chiaro mandato per governare dobbiamo rispettare questa volontà. Poi se vorranno aprire i negoziati con noi dipenderà da loro”.

- Edward Davey, grazie.