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Kirghizistan: Bakiev verso la resa

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Kirghizistan: Bakiev verso la resa

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Kourmanbek Bakiev pronto alle dimissioni in cambio di garanzie sul ritorno del Kirghizistan all’ordine e la sicurezza anche dei suoi familiari. Dalla roccaforte di Teiit, il presidente in fuga apre alla resa condizionata: determinante, ha detto, anche la convocazione urgente di nuove elezioni per garantirgli la successione.

Un radicale dietrofront rispetto alla resistenza a oltranza, con cui poche ore prima aveva replicato all’ultimatum del governo provvisorio. “Si arrenda in giornata – l’aut aut del ministro ad interim per la sicurezza Azimbek Beknazarov – o lanceremo un’operazione speciale nel sud per arrestarlo”.

Sviluppi evitati anche per lo spettro di ulteriori tensioni, che dalla capitale Bishkek avrebbero potuto estendersi al resto del paese.

Più di 80 vittime e centinaia di feriti, soltanto negli scontri del 7 aprile. Additato come responsabile con Bakiev, anche il fratello: capo della guardia presidenziale, che avrebbe ordinato il fuoco sulla folla.