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L'Ungheria vira a destra, ma saprà uscire dalla crisi economica?

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L'Ungheria vira a destra, ma saprà uscire dalla crisi economica?

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I conservatori che hanno stravinto le elezioni in Ungheria hanno promesso riforme strutturali importanti per il paese. Avranno la strada spianata se il partito Fidesz guadagnasse i due terzi dei seggi nel secondo turno. Il primo ministro in pectore Victor Orban ha detto che il cuore della sua politica non sarà l’austerity ma misure di rilancio dell’economia con la creazione di nuovi posti di lavoro.

Col 52,77% delle preferenze Fidesz diventa il primo partito nel Paese. Batosta per i socialisti fermi al 19,29%. Ma l’exploit è quello della destra xenofoba del partito Jobbik: col 16,71% entra per la prima volta in Parlamento.

Un ingresso trionfale. Gabor Vona, il presidente del partito fondato nel 2003 per lottare contro la criminalità attribuita alla popolazione rom, fa sapere che userà i voti ottenuti per azioni spettacolari e provocatorie.

La nuova Ungheria ridefinita dalle urne non è però in posizione migliore per risolvere i suoi pressanti problemi economici almeno secondo Moody’s che mantiene il suo voto negativo e consiglia al nuovo governo di continuare la politica dei socialisti, vale a dire rimborso del debito e dei tagli alla spesa.