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Polonia unita nel dolore

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Polonia unita nel dolore

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Non ci sono più divisioni politiche, né contrapposizioni sociali nel giorno del lutto profondo per la morte dell‘élite politica del Paese annientata nel disastro aereo di Smolensk che ha ucciso 97 persone.
“Ho saputo della catastrofe dalla radio – dice un residente di Varsavia -, è stato uno choc, perché così tante persone sono morte: il presidente, la moglie, tanti parlamentari e gente importante per noi”.
“Non ci saranno gravi conseguenze istituzionali – aggiunge un altro cittadino -, perché la Nazione è bene organizzata, abbiamo una costituzione e il Paese andrà avanti lo stesso, è stabile economicamente e politicamente. Ma è comunque dura per tutti”.
“E’ una tragedia – afferma un anziano -, ma penso che il presidente Kaczynski abbia commesso un errore. Ha continuato a volare con un aereo che si era già guastato, lo ha fatto riparare invece di comprarne uno nuovo”.
Oltre al presidente e alla moglia Maria sono morti nell’incidente il presidente della Banca centrale, il Capo di Stato maggiore della Difesa, funzionari del governo ed esponenti di vari partiti politici.
Cerimonie funebri si sono svolte in tutto il Paese. A Cracovia, una messa è stata celebrata dal cardinale Stanislaw Dziwicz, ex segretario particolare di Giovanni Paolo II.
Anche al di fuori della Polonia, testimonianze di cordoglio sono giunte non solo da rappresentanti politici e istituzionali, ma anche da gente comune. Davanti all’ambasciata polacca di Mosca sono stati deposti numerosi mazzi di fiori.