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L'incidente: forse errore del pilota

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L'incidente: forse errore del pilota

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E’ stato l’aereo degli ultimi quattro presidenti della Repubblica polacca: il Tupolev 154 che si è schiantato nella foresta vicino all’aeroporto russo di Smolensk era entrato in servizio nel 1990, ai tempi di Jaruzelski. E’ uno dei velivoli più diffusi nei Paesi dell’ex blocco sovietico.
L’analisi del nostro esperto di aviazione, Giovanni Magi:
“Il Tupolev 154 e l’aeroporto militare di Smolensk non sono equipaggiati per atterraggi con visibilità zero.
“Tentare un avvicinamento più volte sullo stesso aeroporto in condizioni di scarsa visibilità, quello che sembra essere accaduto a Smolensk, non è una procedura normale anzi, è una delle operazioni che debbono essere evitate.
“I manuali delle compagnie aeree prevedono che, quando non ci sono le condizioni di visibilità minime per l’atterraggio, l’aereo debba dirottare verso un altro scalo. Nella pianificazione del volo è obbligatorio imbarcare una quantità sufficiente di carburante per poter dirottare.
“Insistere con molteplici avvicinamenti sull’aeroporto di destinazione, addirittura abbassandosi sotto l’altezza minima calcolata per evitare gli ostacoli, può essere il segno della pressione che il comandante sente rispetto alla necessità di non stravolgere con un dirottamento l’agenda dei suoi passeggeri; ma è una tecnica che porta, nella maggior parte dei casi, al disastro”.
Le scatole nere del Tupolev sono già state recuperate.