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Kirgizistan, primi funerali

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Kirgizistan, primi funerali

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Il Kirgizistan piange i suoi morti. Nel venerdì, giorno di preghiera dei musulmani, la popolazione di Bishkek ha ricordato le 76 vittime, secondo il bilancio ufficiale, degli scontri del 7 aprile. Scontri che hanno portato alla destituzione del capo dello Stato Kurmanbek Bakiev, rifugiatosi a sud.
Migliaia di persone si sono riunite sulla piazza centrale della capitale, davanti alle sedi della presidenza della Repubblica e del Governo, dove ci sono stati gli scontri più sanguinosi.
Il nostro inviato speciale a Bishkek, Denis Loktev:
“Il giorno del lutto nazionale ufficiale è sabato ma le bandiere sono già a mezz’asta. La morte di decine di persone, negli ultimi giorni, ha scioccato i kirghizi, e il rafforzamento della sicurezza è la priorità assoluta per il nuovo governo”.
L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa si è detta pronta a sostenere qualsiasi sforzo con l’obiettivo della stabilizzazione del Kirghizistan.
Molte famiglie delle vittime hanno già seppellito i loro cari. Nel cimitero di Bishkek si svolge il funerale di Kudash Abduldayev. La testimonianza del fratello, Jaffar: “Gli avevo detto di non andare alla manifestazione. E lui mi ha risposto: vorrò vedere te, quando il governo comincerà a trattarti come un animale”.
Il nuovo governo ha promesso un aiuto pari a 15 mila euro per ogni nucleo familiare colpito dal lutto.