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Khirgzstan: due giorni di sangue

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Khirgzstan: due giorni di sangue

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Il Khirgzstan nel sangue, cinque anni dopo la “rivoluzione dei tulipani”, che aveva estromesso il Presidente Askar Akayev.

Tutto è cominciato martedì nella provincia occidentale di Talas. I disordini si sono diffusi a macchia d’olio esplodendo ieri nella capitale. L’opposizione si è sollevata con violenza e determinazione contro il presidente Kurmanbek Bakiyev, criticato per le sue derive autoritarie e il nepotismo dilagante.

I morti sarebbero già una cinquantina e oltre 400 i feriti secondo un responsabile del ministero della Sanità. Ma i manifestanti parlano di un centinaio di vittime.

Gli avvenimenti nel paese preoccupano l’occidente. Il Khirgizstan ha un ruolo geopolitico strategico: nel cuore dell’Asia centrale è un paese chiave per sostenere gli Usa contro i Taleban nel vicino Afghanistan. Una furia cieca quella della popolazione, che ha raggiunto il proprio obiettivo: far cadere il Capo dello Stato, accusato di aver derubato il suo popolo.