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Strage di Katyn, settant'anni dopo la prima commemorazione ufficiale russo-polacca

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Strage di Katyn, settant'anni dopo la prima commemorazione ufficiale russo-polacca

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Mosca e Varsavia insieme, per la prima, storica commemorazione congiunta del massacro di Katyn e delle vittime di Stalin.

Oggi l’incontro ufficiale tra Putin e il leader polacco Tusk a Smolensk, nella Russia occidentale, settant’anni dopo la strage dei 22 mila ufficiali polacchi, per anni attribuita ai nazisti.

Ad agire invece fu la polizia segreta sovietica, per ordine di Stalin dopo l’invasione seguita al patto Molotov-Ribbentrop.

“Voglio credere”, dice uno storico polacco, “che la partecipazione del primo ministro Putin alla cerimonia significhi che i russi non negano la responsabilità per questa eredità della storia”.

A Katyn ci sono solo 4.400 vittime. Altri furono uccisi altrove, di molti ancora oggi non si conosce la sorte.

“E’ stato uno degli ostacoli al miglioramento delle relazioni non solo tra i leader ma anche tra i popoli”, spiega una storica russa, “la gente era profondamente ferita dal fatto che non partecipassimo al loro dolore, che nascondessimo la verità”.

I polacchi si aspettano ora che Putin faccia piena luce, consenta il ritrovamento dei corpi e il loro riconoscimento. Anche se la giustizia russa ha già archiviato il caso.