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Kirghistan, stato d'emergenza, la tv in mano ai manifestanti

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Kirghistan, stato d'emergenza, la tv in mano ai manifestanti

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La tv kirghisa è muta, i manifestanti hanno preso possesso della sede dell’emittente. Poche ore prima il governo aveva decretato lo stato d’emergenza, dopo che almeno cinque persone erano morte in scontri fra manifestanti e forze dell’ordine.

Fra le 3 e le 5 mila persone si erano radunate nei pressi del palazzo presidenziale a Bishkek, per chiedere le dimissioni del capo di stato Kurmanbek Bakiev. La polizia ha sparato lacrimogeni e granate accecanti.

Appelli alla calma sono giunti dalla Russia e dagli Stati Uniti, che in Kirghistan dispongono di una base aerea chiave per le operazioni in Afghanistan.

È stato annunciato l’arresto di alcuni capi dell’opposizione, fra cui l’ex primo ministro ed ex candidato presidenziale Almazbek Atambaiev.

Gli oppositori accusano il regime di Bakiev di corruzione e di voler imbavagliare la stampa. Le manifestazioni si sono moltiplicate negli ultimi mesi.

Ieri, 1.500 persone avevano invaso gli uffici del governo locale a Talas, nel nord-ovest del paese, tenendo in ostaggio il governatore regionale per alcune ore.