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Sudafrica, appelli alla calma bipartisan

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Sudafrica, appelli alla calma bipartisan

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Appelli da tutte le parti politiche ad abbassare i toni e mantenere la calma in Sudafrica, dopo l’omicidio dello storico leader del partito nazi-fascista Eugene Terreblanche. Prima le dichiarazioni al vetriolo del sottosegretario del Movimento di Resistenza Afrikaner (Awb) che aveva parlato di dichiarazione di guerra della comunità nera e di vendetta, ora invece Andre Visagie, uno dei leader del partito, getta acqua sul fuoco:

“Non è nella politica dell’Awb dedicarsi a rappresaglie vilente” dice. “Lanciamo un appello alla calma. Chiunque stia scatenando violenze non lo sta facendo in quanto membro del partito”.

Sul fronte opposto, resta al centro delle critiche Julius Malema, leader della lega giovanile dell’African National Congress, accusato di essere in qualche modo istigatore della violenza per aver cantato il mese scorso all’Università di Johannesburg lo storico inno della lotta armata contro l’apartheid che recita “uccidi il boero”.

“Non abbiamo nulla a che vedere con questo omicidio” ha detto durante la sua visita nel vicino Zimbabwe, dopo l’incontro col dittatore locale Robert Mugabe. “Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso. Abbiamo cose più importanti su cui concentrarci che un fatto di cronaca. Terreblanche era solo un individuo in mezzo agli altri in Sudafrica”.

Il timore che una recrudescenza delle violenze contro i bianchi o gli stranieri possa compromettere i mondiali di calcio resta alto. Mancano poco più di 2 mesi all’inizio dei campionati.