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In India i ribelli maoisti tornano a uccidere

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In India i ribelli maoisti tornano a uccidere

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È la più sanguinosa imboscata ad opera dei ribelli maoisti degli ultimi anni, in India. A colpi di fucile o con esplosivo, un commando di circa 700 assalitori ha ucciso più di 70 uomini delle forze paramilitari nella regione centro-orientale di Chhattisgarth. Già domenica dieci poliziotti erano rimasti uccisi nell’esplosione di una mina in un altro stato dell’India orientale.

Conosciuti come “naxaliti”, dall’insurrezione del 1967 a Naxalbari, Bengala Occidentale, i ribelli comunisti sono presenti in un terzo dei 600 distretti indiani. L’ideologia marxista a cui si ispirano seduce le masse agricole e le comunità tribali rimaste escluse dal boom economico. Il premier indiano Manmohan Singh li ha definiti la minaccia più grande da quando l’India è indipendente.