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Elezioni in Gran Bretagna: sfida a colpi di politica fiscale

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Elezioni in Gran Bretagna: sfida a colpi di politica fiscale

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Le prossime elezioni britanniche si giocano sull’economia. A vincere sarà il partito che riuscirà a convincere gli elettori di essere in grado di far rialzare la testa al paese dopo la crisi.

La sfida è già cominciata, a pesanti fendenti di politica fiscale.

Chi vince, affronterà il nemico comune: un deficit che l’anno prossimo dovrebbe raggiungere i 178 miliardi di sterline, oltre 250 miliardi di euro.
Il piano del cancelliere Alistair Darling include un aumento della tassa sulla busta paga. Misura impopolare, denunciata anche dai sindacati, per loro natura pro-labour, ma che in questo caso pensano che il piano di Darling metta a rischio l’occupazione.

I conservatori, in proteste più colorite, accusano dal canto loro i laburisti di calpestare i germogli della ripresa.

Ma il programma economico dei Labour sembra convincere diversi elettori.

È quel che parrebbero dire alcuni degli ultimi sondaggi, che mostrano una rimonta spettacolare della squadra di Gordon Brown.
È ormai credibile l’opzione di un parlamento senza una maggioranza chiara, con i liberaldemocratici a fare da ago della bilancia.

Aspettiamoci allora una campagna elettorale torrida, con colpi bassi e riesumazione di scandali sulla strada per Downing Street.

Ma soprattutto, per la prima volta, con scontri in televisione tra i leader dei maggiori partiti. Il primo ministro Gordon Brown sfiderà il conservatore David Cameron e il liberaldemocratico Nick Clegg in faccia a faccia della durata di 90 minuti.

Una prima che rischia, secondo alcuni analisti, di trasformare le elezioni in una gara di popolarità.

Il dibattito televisivo del mese scorso fra il cancelliere e le sue controparti appare come un allenamento in vista dei tre scontri al vertice previsti a partire dal 15 aprile.