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Sudafrica: assassinio leader razzista, i sostenitori gridano vendetta

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Sudafrica: assassinio leader razzista, i sostenitori gridano vendetta

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Gridano vendetta in Sudafrica i militanti del partito pro-apartheid di Eugene Terreblanche, ucciso nella sua fattoria a colpi di machete e bastonate da due dipendenti che non pagava da mesi.
I sostenitori del leader razzista continuano a portare fiori e oggetti affettivi nella sua tenuta, annunciando che ci sarà una reazione dei bianchi contro i neri e che verrà concordata in una riunione del partito il 1 maggio.
A due mesi dai mondiali di calcio, il segretario del partito di Terreblanche, Andre Visagie, parla di rischi anche per le squadre che arriveranno nel paese: “Questo è il genere di incidenti che accadono in Sudafrica, questo è ciò che devono aspettarsi se manderanno qui i loro giocatori”.

Per evitare il riesplodere di tensioni sociali, a sedici anni dalla fine dell’apartheid, il presidente Jacob Zuma ha rivolto un appello all’unità del paese e alla responsabilità: “È importante che tutti leader di questi paese, di qualsiasi parte politica o organizzazione non governativa, siano uniti nel richiamo alla calma”.

La morte di Terreblanche cade nel pieno di una polemica, in corso nel paese, sul testo di una canzone cantata dal leader ventinovenne del movimento giovanile del partito di governo Julius Malema. Il testo che ricorda gli anni dell’anti-apartheid dice “Ammazza il boero”, riferendosi al fattore bianco che schiavizza i neri.
Terreblanche si era sempre definito un “boero”.