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Caucaso del Nord: ancora attentati e vittime


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Caucaso del Nord: ancora attentati e vittime

Si allunga la scia di morti e violenze, che stanno attraversando Russia e regioni del Caucaso settentrionale.

A pochi giorni dall’attentato alla metropolitana di Mosca, il bilancio supera ormai le 50 vittime e il centinaio di feriti. L’ultimo episodio nella mattinata di lunedì, nella città di Karaboulak, in Inguscezia Occidentale.

Due gli agenti che hanno perso la vita, quando un kamikaze si è fatto saltare in aria davanti a un commissariato di polizia. Almeno altri sei sono rimasti feriti. Se l’uomo fosse riuscito a penetrare nell’edificio, secondo le autorità, sarebbe stata una strage.

Si tratta del quinto attentato nel Caucaso del Nord, soltanto nell’ultima settimana. Epicentro il Daghestan, dove due bombe contro un treno merci sono state precedute negli scorsi giorni da un doppio attacco alla polizia, che ha fatto 10 morti.

Una polveriera balzata alla ribalta con i recenti attentati alla metropolitana di Mosca. Quaranta morti e una pista, che attraverso la rivendicazione del leader ceceno Doku Umarov costringono anche a interrogarsi sulle strategie. Mentre il premier Vladimir Putin sollecita a “stanare i terroristi dalle fogne”, sempre più analisti sollecitano che alla violenza che scuote l’intera regione dalla fine del secondo intervento russo in Cecenia, si opponga una vera risposta politica.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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