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Strage a Bagdag, il dolore dei familiari

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Strage a Bagdag, il dolore dei familiari

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Iraq, dopo la strage il villaggio di Sufiya piange i suoi morti. Almeno 24 le persone rimaste uccise nell’esecuzione di massa, effettuata nella notte da un commando di miliziani iracheni in odore di Al Queda.

“Chi può accettare una cosa simile”, urla un uomo, “non sappiamo neppure chi sono gli assassini”.

I miliziani hanno ammanettato e sparato alla testa o al petto le vittime, tra cui alcuni ex insorti e membri delle forze di sicurezza.

Una vera e propria esecuzione, probabilmente una ritorsione contro il villaggio che ha voltato le spalle a Bin Laden nel 2007.

“Ci avete lasciati soli”, queste le accuse di una donna al portavoce della sicurezza iracheno venuto a dare conforto, “Ci avete tolto ogni protezione disarmando la nostra milizia che pure ormai era con voi”.

Le autorità avevano messo in guardia contro una possibile escalation di violenza in seguito alle elezioni del 7 marzo che non hanno portato a un chiaro e definito vincitore. Quattro settimane dopo si negoziano ancora le alleanze.