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UE: nuove regole per i visti

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UE: nuove regole per i visti

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Entra in vigore il prossimo 5 aprile la nuova legislazione comunitaria in materia di visti di breve durata. La normativa armonizzerà le regole di 25 Stati della zona Shengen (di cui 22 Paesi dell’Unione europea più Norvegia, Islanda e Svizzera). Un visto valido tre mesi che interessa soprattutto ricercatori, lavoratori stagionali e studenti:

“Nella mia ultima esperienza – racconta Tatia Julakidze, georgiana – mi ci sono voluti tre mesi per l’intera procedura per procurarmi un visto belga: raccogliere i documenti, fare domanda per il visto… è un tempo molto lungo”.

Le disposizioni sono state approvate lo scorso giugno dal Consiglio europeo e dal Parlamento di Bruxelles e prevedono uno snellimento delle procedure. Il costo resta di 60 euro per gli adulti e 35 euro per i bambini tra 6 e 12 anni.

Michele Cercone, portavoce della Commissione europea: “Per la prima volta abbiamo anche introdotto dei termini chiari per la domanda e la risposta finale: per assicurare che gli Stati membri applichino tempi simili per le procedure, il codice per i visti introduce un termine massimo di due settimane per avere un appuntamento per far partire la domanda e un massimo di 15 giorni di calendario per gli Stati membri per prendere una decisione finale sulla richiesta”.

Un eventuale rifiuto dovrà comunque essere sempre motivato.

Nel 2008 sono stati emessi più di dieci milioni di visti brevi, di cui un 1.700.000 per la Germania, 1.700.000 per la Francia, 1.200.000 per l’Italia, 538.700 per la Repubblica Ceca e più di 500.000 per la Polonia.

Resta comunque la lista nera che permette a uno Stato di iscrivervi una persona a cui il visto è stato rifiutato per motivi di sicurezza. Gli altri Paesi saranno tenuti a negare il permesso a loro volta.