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Sudan, si ritirano i candidati dell'opposizione

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Sudan, si ritirano i candidati dell'opposizione

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Le prime elezioni multipartitiche da 25 anni a questa parte in Sudan rischiano di naufragare: i principali candidati dell’opposizione si ritirano dalla competizione dell’11 aprile. Il primo a lanciare un appello al boicottaggio è stato Yasir Arman, espressione del Movimento di liberazione del Popolo del Sudan.
“La situazione della sicurezza – afferma -, lo stato di emergenza e le difficoltà incontrate dalla popolazione non consentono elezioni libere e corrette nel Darfur. Questo è confermato dal Movimento per la speranza e il cambiamento del Darfur”.

Col boicottaggio, la consultazione, che sarà presidenziale, legislativa e regionale, porterà necessariamente alla riconferma del presidente Omar Hassan al Bashir. Giunto al potere grazie a un colpo di Stato 21 anni fa, Bashir è inseguito da un mandato d’arresto emesso dal Tribunale penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità nel Darfur. Una rielezione secondo comprovati criteri democratici lo avrebbe aiutato a difendersi dalla grave accusa.

Il Darfur, dove l’ordine è assicurato, con difficoltà, da una missione congiunta delle Nazioni Unite e dell’Unione africana, ha conosciuto dal 2003 un feroce conflitto che ha lasciato sul terreno tra i 200 e i 400 mila morti e ha costretto alla fuga milioni di abitanti.