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Pedofilia nella Chiesa: mea culpa di Austria e Svizzera

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Pedofilia nella Chiesa: mea culpa di Austria e Svizzera

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Mentre il Vaticano prepara la sua difesa in tribunale, sulla pedofilia tra i preti arriva il mea culpa di chiesa cattolica svizzera e austriaca.

“Io sono furioso, Dio”, l’emblematico titolo della “Messa di contrizione e pentimento”, officiata nel Duomo di Santo Stefano, dall’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenboern.

In un’atmosfera solenne e carica di emozione, migliaia i fedeli che hanno assistito alla funzione. Tra loro anche numerose vittime degli abusi.

“Riconosciamo di aver infangato e tradito il nome di Dio, che è amore – ha detto Schoenboern -. Alcuni di noi parlavano dell’amore di Dio e infliggevano invece del male, proprio a coloro che più avevano bisogno di protezione”.

Ferma anche la presa di posizione della Conferenza Episcopale Svizzera. Il presidente Norbert Brunner ha ammesso errori di valutazione da parte della Chiesa ed esortato le vittime degli abusi a sporgere denuncia alle autorità e i responsabili a costituirsi di fronte a Dio e alla giustizia.

“Riconosciamo con umiltà – la sua ammissione – di aver sottostimato la portata del problema. Responsabili delle diocesi e delle congregazioni religiose hanno commesso degli errori. Errori per i quali ora chiediamo perdono”.

La Santa Sede starebbe intanto preparando la propria difesa, in una causa avviata in Kentucky da tre presunte vittime di abusi. L’accusa è che Papa Benedetto XVI sapesse. Per evitargli la testimonianza, l’ipotesi è che si invochi l’immunità di cui gode in quanto capo di stato, come già accaduto in una precedente occasione.