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Velo in strada e nei luoghi pubblici. Il Belgio verso il no, la Francia si spacca

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Velo in strada e nei luoghi pubblici. Il Belgio verso il no, la Francia si spacca

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Mentre Parigi si interroga, su burqa e niqab Bruxelles accelera. Primo in Europa, il Belgio si appresta a introdurre il divieto del velo in strada e nella totalità dei luoghi pubblici. Oggi al vaglio della Commissione affari interni, una proposta di legge che per i trasgressori prevede pene fino a 7 giorni di reclusione.

Nel paese fa intanto discutere il caso di una professoressa di origini turche a cui un intervento del Consiglio comunale ha ieri negato l’ingresso nella sua scuola di Charleroi, proprio a causa del velo.
Un primo “no” al bando nella totalità dei luoghi pubblici è intanto arrivato in Francia dal Consiglio di Stato. Sollecitato dal governo a vagliare l’applicabilità del divieto, l’organo consultivo ne ha sottolineato il conflitto con principi di Costituzione e Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La riconosciuta ammissibilità del bando in scuole e uffici pubblici o in occasione di controlli di identità non soddisfa l’Ump di Nicolas Sarkozy.

Mentre la maggioranza promette di dare battaglia, i socialisti denunciano il rischio discriminazione.
Se la Francia resta ancora divisa, la strada appare in Belgio invece tutta in discesa. Forte di un consenso politico che spazia dai cristiano-democratici ai socialisti, la proposta di legge dovrebbe qui agevolmente approdare in Parlamento. Il probabile sì dell’assemblea è poi atteso per il 22 aprile.