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Srebrenica: "senza la parola 'genocidio' questa risoluzione non serve"

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Srebrenica: "senza la parola 'genocidio' questa risoluzione non serve"

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Luglio 1995. Vengono sterminati vicino a Srebrenica 8 mila uomini e ragazzi mussulmani bosniaci da paramilitari serbi. Le immagini del video sono state presentate al Tribunale Penale Internazionale dell’Aia che ha riconosciuto colpevole di genocidio il generale serbo bosniaco Ratko Mladic latitante da 13 anni.

Alcuni sopravvissuti di Srebrenica, dopo sei giorni di cammino, sono riusciti a raggiungere la città di Tuzla, enclave mussulmana sotto l’egida dell’Onu. Tra loro anche Ilijaz Pilav, oggi chirurgo a Sarajevo:

“Essendo un atto che non contiene la parola ‘genocidio’ penso che questa risoluzione sia inutile e che sia un altro profondo insulto contro le vittime, per i morti e per chi è sopravvissuto”.

I familiari delle vittime di Srebrenica avrebbero voluto che i serbi facessero come il Parlamento europeo che, nel 2009, ha condannato il massacro riconoscendolo come un atto di genocidio.

Kada Hotic ha perso marito e figlio:

“Tutto quello che posso dire è che è un bene che ne abbiano parlato. Tutto sommato abbiamo aspettato talmente tanti anni affinché la Serbia riconoscesse una qualche responsabilità”.

Nel 2007 la Corte internazionale di giustizia aveva sollevato la Serbia da ogni responsabilità diretta nel genocidio di Srebrenica, anche se i giudici avevano dichiarato che il paese non aveva fatto abbastanza per impedirlo.

Anche senza la parola “genocidio”, la risoluzione del parlamento di Belgrado non è stata ben accolta dai serbi di Bosnia a Pale. Un residente:

“E’ troppo presto per una risoluzione di questo genere. Avremmo dovuto aspettare di più e poi parlare solo di vittime mussulmane non va bene”.

Il massacro di Srebrenica è il più grave commesso in Europa dalla seconda guerra mondiale. Ed è il solo episodio della guerra di Bosnia ad essere stato riconosciuto come genocidio dal Tribunale Penale Internazionale e dalla Corte Internazionale di Giustizia.