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La criminalità viaggia in rete

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La criminalità viaggia in rete

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La sicurezza dei nostri computer è sempre a rischio. Password e antivirus spesso servono a poco contro gli attacchi degli hacker.

Se anche l’account di Twitter del presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stato violato da un 23enne francese, non c‘è da stare molto tranquilli.

Al Grand Palais di Lille, in Francia, il 31 marzo e il 1 aprile, si tiene il 4 Forum Internazionale sulla cybercriminalità a cui partecipano circa 1500 esperti. Organizzato dalla Gendarmeria Nazionale francese con il supporto dell’Unione Europea, il forum è incentrato sulla lotta alle attività illegali in rete.

“Globalmente la minaccia più frequente – attraverso lo spam o i social network, attualmente molto di moda – sostiene questo esperto belga dell’unità criminale federale – è il furto d’identità, perché a partire dal furto d’identità si viene reindirizzati su siti in cui l’identità viene rubata. A questo punto vengono commesse le truffe, le frodi tramite internet, il pirataggio di conti bancari. In questo modo viene anche infettato il computer che entra a far parte di una botnet, e a sua volta attaccherà aziende o siti governativi. Questa è la guerra cibernetica, così come oggi la conosciamo”.

E gli assalti alla sicurezza online arrivano da lontano: “E’ stato fatto uno studio su 50 aziende in Francia e in diversi altri Paesi per capire da quali Stati arrivava il maggior numero di attacchi. Ebbene arrivano in particolare dalla Russia, al secondo posto dalla Cina e poi dalla Nigeria e da altri Paesi come il Sudafrica”

Gli esperti consigliano l’utilizzo di password di almeno otto caratteri (ma l’ideale sarebbe più di quattrordici) meglio se contenenti lettere, cifre e simboli in ordine sparso. E soprattutto niente nomi di figli, animali domestici o date di nascita.