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Attentati a Mosca: spunta la pista georgiana

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Attentati a Mosca: spunta la pista georgiana

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L’identikit delle due presunte donne kamikaze. Le immagini di un sospetto complice. E poi ancora l’insistenza sul nome del ceceno Doku Oumarov, che di recente aveva invitato all’attacco il suo gruppo islamico.

A due giorni dal duplice attentato alla metropolitana di Mosca, le autorità russe insistono sui progressi nelle indagini e non escludono una “pista georgiana”. Elementi dei servizi segreti locali, sostengono dal Consiglio di sicurezza, sarebbero in contatto con i terroristi del Caucaso.

Mentre Tbilisi nega ogni coinvolgimento, nella capitale russa va in scena una vera e propria gara di solidarietà. Trentanove i morti finora accertati. Ma per evitare che il bilancio si aggravi ulteriormente, in molti accorrono a donare il sangue, necessario ad alimentare le speranze della settantina di feriti. “Dopo un evento così terribile – dice un donatore in un ospedale di Mosca – sembra che la gente si stia davvero mobilitando”.

A Park Kulturi, una delle due stazioni della metropolitana colpite dagli attentati, proseguono intanto incessanti gli omaggi alle vittime.

Teatro nel 2004 di un duro attacco dei separatisti ceceni, la città di Beslan risponde con una suggestiva distesa di candele, a disegnare il macabro bilancio di una guerra, che il premier Putin promette di ora combattere, modificando le leggi antiterrorismo.