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Mosca piange i morti degli attentati alla metropolitana

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Mosca piange i morti degli attentati alla metropolitana

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Candele, preghiere e corone di fiori: nella giornata del lutto cittadino, Mosca piange le vittime del duplice attentato alla metropolitana.

Almeno 38 morti e oltre 60 feriti, il bilancio degli attacchi kamikaze avvenuti ieri mattina a poco più di mezz’ora di distanza l’uno dall’altro. Le autorità russe non si sbilanciano, ma la pista privilegiata è quella del separatismo ceceno.

Sul luogo del dramma per commemorare le vittime, il presidente Dmitry Medvedev ha deposto un mazzo di fiori e parlato degli attentatori come di “bestie selvagge”.

E mentre solidarietà arriva anche dalle diplomazie straniere, Putin promette il pugno di ferro. In visita dai feriti, il premier russo ha assicurato che i “terroristi saranno annientati”. In palio c‘è la credibilità della politica di Mosca sulla Cecenia: anch’essa, sostengono in molti, rimasta vittima dell’attentato.

Accreditate come responsabili due donne, di cui secondo le autorità sarebbe stata rinvenuta parte dei corpi. A testimoniare il dramma sono intanto anche le immagini riprese con il cellulare da un passante, appena dopo l’esplosione nella stazione di Park Kulturi, a pochi metri dall’edificio dei servizi di sicurezza russi.

Obiettivo degli attacchi, secondo molti analisti, sarebbe stravolgere l’agenda politica di Mosca e riportare alla sua attenzione le istanze indipendentiste cecene. Un filo doppio, che alcuni ritengono potrebbe legare i ribelli del Caucaso del nord a cellule di Al Qaida, basate nei pressi del confine pakistano.

La gravità delle condizioni di molti feriti fa intanto purtroppo temere che il numero delle vittime sia destinato a crescere. Come la rabbia di tanti russi, che ha portato alla proposta del leader comunista Ghennadi Ziuganov: ripristinare la pena di morte per i terroristi.