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De Mucci: "Astensionismo ormai trasversale"

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De Mucci: "Astensionismo ormai trasversale"

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Tre milioni e mezzo d’italiani hanno snobbato le urne. Un aumento dell’astensionismo dell’8 per cento rispetto alle regionali del 2005. Un astensionismo che non ha però penalizzato il Pdl, e il premier Silvio Berlusconi, come avevano previsto i sondaggi. È stato piuttosto il partito democratico di centro sinistra di Pierluigi Bersani, a subirne le conseguenze. Secondo l’analista Raffaele de Mucci, questa redistribuzione dell’astensione rappresenta una novità in Italia: “C’era fino a pochi anni fa una correlazione piuttosto forte tra l’astensionismo e un certo tipo di elettorato di destra. Adesso gli elettori che decidono di non recarsi alle urne o che decidono di astenersi dalla competizione elettorale sono per così dire ‘trasversali’, non è possibile fissare alcuna correlazione netta”.

L’appuntamento elettorale di questi giorni è giunto a metà strada nella legislatura del governo Berlusconi. Prima delle elezioni, il presidente del consiglio aveva annunciato che, qualunque fosse il risultato, non ci sarebbero stati grossi cambiamenti.
Di certo non cambia il ministro dell’economia Giulio Tremonti, che con il trionfo della Lega Nord appare anzi ranforzato. Le riforme quindi andranno avanti.

Ma un cambiamento c‘è stato, ed è avvenuto nell’equilibrio interno alle coalizioni che dominano il panorama politico italiano. Ancora de Mucci: “C‘è stato un rimescolamento interno dei rapporti di forza che premia fortemente la Lega, soprattutto per il Nord, sul Partito della Libertà, e quindi in qualche modo ne rafforza per così dire il potere di condizionamento e di ricatto sulla coalizione di centro-cestra; e in minima parte, forse un po’ meno evidente di quanto ci si fosse aspettato e molti si aspettavano, l’Italia dei Valori per quanto riguarda il centro-destra”.

Ora, il centro destra ha la strada spianata per tre anni. Niente appuntamenti elettorali di rilievo in vista prima delle politiche del 2013.