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Thailandia: prove di dialogo con le "Camicie rosse"

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Thailandia: prove di dialogo con le "Camicie rosse"

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Ancora nessun accordo, ma il dialogo è ormai avviato. Il premier tailandese Abhisit Vejajjiva ha incontrato i sostenitori del suo predecessore, Thaksin Shinawatra.

Ressa di fotografi e diretta televisiva, per un faccia a faccia con i leader delle “Camicie rosse” che arriva dopo oltre due settimane di proteste di piazza.

Il tavolo segue le crescenti tensioni degli ultimi giorni: una serie di esplosioni a Bangkok, accompagnate dalla minaccia dei contestatori di fare irruzione nella caserma in cui Abhisit si è trasferito dall’apertura della crisi.

“La nostra richiesta – ribadisce Veera Musikapong, uno dei leader delle Camicie rosse – è chiara e semplice: sciogliere il parlamento e andare subito al voto”.

Soltanto così, dicono i sostenitori dell’ex premier deposto nel 2006 da un colpo di stato, si ripristinerebbe la legalità e rispetterebbe la volontà popolare.

“Sciogliere il parlamento – replica Abhisit – è un’opzione praticabile e consentita dalla nostra legislazione. L’interrogativo è però a cosa porterebbe. Quale sarebbe l’obiettivo?”.

Perplessità, che dopo il muro contro muro degli scorsi giorni, acquistano però il valore di un passo avanti. Al compromesso, secondo alcuni, si potrebbe arrivare anticipando di qualche mese, le elezioni in calendario per il 2011.

Proprio questa una delle ipotesi che potrebbe tenere banco nel nuovo incontro atteso in giornata: secondo round di una trattativa, fra i due opposti volti della Thailandia: quello rurale delle Camicie rosse e le elite urbane sostenitrici di Abhisit.