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Kamikaze nel metro, morti a Mosca

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Kamikaze nel metro, morti a Mosca

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Due esplosioni hanno ucciso almeno 37 persone nella metropolitana di Mosca, nell’ora di punta del lunedì mattina.

Gli inquirenti seguono la pista terroristica. Secondo il procuratore di Mosca si tratterebbe di attacchi suicidi, e i servizi segreti parlano di donne kamikaze appartenenti a gruppi del Caucaso del nord.

In un sito Internet della Cecenia ci sarebbe una rivendicazione. Le esplosioni hanno colpito le stazioni di Lubianka e Park Kulturi che si trovano lungo la linea rossa Sokolniceskaia. La linea taglia in diagonale la città da nordest a sudovest, passando sotto il cuore della capitale.

“Sono attacchi terroristici dove sono state utilizzate donne kamikaze – dice il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov -. Non posso dire se sono stati messi a segno nei treni o sulle piattaforme, ma so che le esplosioni sono avvenute quando i convogli entravano in stazione, per fare il maggior numero possibile di morti”.

Il primo scoppio è avvenuto nel treno che entrava nella stazione di Lubjanka, nei pressi del palazzo che ospita la sede dei servizi segreti: almeno 23 morti in questo caso.

Quaranta minuti dopo, una seconda esplosione a Park Kulturi, stazione a poche centinaia di metri dal Cremlino e nei pressi del Gorki Park, ha ucciso altre 14 persone.

In totale, i feriti sarebbero più di 60, secondo un bilancio che però viene aggiornato continuamente dalle autorità.

L’ultimo attacco alla metropolitana di Mosca risaliva al febbraio 2004.

Il presidente russo Dimitri Medvedev ha dichiarato che la lotta contro il terrorismo continuerà fino alla fine e ha ordinato un rafforzamento delle misure di sicurezza nel sistema dei trasporti.