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Il metrò, fiore all'occhiello di Mosca

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Il metrò, fiore all'occhiello di Mosca

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Un attacco – l’ennesimo – al cuore del trasporto pubblico moscovita, monumento dell’architettura sovietica, fiore all’occhiello della capitale russa. La metropolitana di Mosca, con i suoi otto milioni e mezzo di passeggeri al giorno, è una delle più frequentate al mondo. Convogli puntuali e frequenti, e prezzi abbordabili, la rendono un mezzo di trasporto popolare fin dall’epoca dei Soviet.

Rinomata per l’eleganza delle stazioni, dove abbondano i marmi e le opere del realismo sovietico in onore della rivoluzione bolscevica, il metrò di Mosca si estende oggi per 300 chilometri, 12 linee e 180 stazioni.

Una rete di gallerie la cui costruzione prende il via negli anni Trenta, sotto Stalin, che ne farà un’opera di prestigio, un “palazzo per il popolo”. Inaugurata nel 1935, è nelle sue stazioni che i moscoviti trovano rifugio durante i raid aerei della seconda guerra mondiale.

E negli anni Cinquanta, con la guerra fredda, alcune stazioni, fra le più profonde al mondo, vengono concepite alla stregua di rifugi antiatomici.

Paradossalmente, proprio queste caratteristiche rendono la rete di trasporti sotterranei moscovita anche estremamente vulnerabile agli attentati terroristici.

Nel giugno 1996, pochi giorni prima delle presidenziali, quattro persone restano uccise nell’esplosione di una bomba fra le stazioni di Tulskaya e Nagatinskaya.

Nel 2000, è nel passaggio sotterraneo che porta alla stazione di Tverskaya che un’esplosione fa 18 morti e 118 feriti.

Gli ultimi attentati risalgono al 2004, in febbraio e agosto. Le due bombe provocano complessivamente la morte di una cinquantina di persone, circa 150 i feriti.